L’Associazione

Con l’inizio di questo nuovo anno, ad Arignano è nata una nuova associazione: CuBiAr, l’associazione Cultura e Biblioteca di Arignano. 
Parecchi anni fa era stata creata una piccola biblioteca in una stanza del Centro Incontri di via Roma, mai entrata in funzione e ben presto dimenticata mentre all’inizio di questo secolo è stato sistemato e ben catalogato l’archivio storico comunale di Arignano con sede presso il municipio del paese. Questo ha spinto un gruppo di persone, una decina, a decidere di rimettere in piedi la biblioteca e a trovare una nuova unica sede per la biblioteca e l’archivio in modo che gli arignanesi possano usufruire di un bene che c’è già. 
Un altro nostro desiderio è quello di collaborare al progetto per la diffusione del piemontese, con la lettura di libri di autori piemontesi, quando possibile anche in piemontese. Ma non solo. Ci piacerebbe raccogliere vecchi modi di dire, proverbi, parole non più in uso, fiabe e storie per bambini per poter fare un confronto con il piemontese delle altre zone del Piemonte come il canavese o l’astigiano. 
A questo proposito vorremmo poter fare la conoscenza di culture diverse da quella italiana e ad Arignano ci sono persone che provengono da paesi stranieri, con le quali confrontare, per esempio, le “Favole della Buonanotte”.
Un terzo obiettivo è la valorizzazione del patrimonio storico-architettornico del nostro paese, introducendo la figura del “Cicerone per un Giorno” il cui compito sarà quello di far conoscere il nostro paese al di fuori dei suoi confini, spiegando in date prestabilite alcuni punti storicamente importanti.
Infine ci piacerebbe organizzare visite a mostre, serate a teatro, organizzare eventi culturali e collaborare volentieri con le altre associazioni arignanesi, dei paesi limitrofi e con chiunque ce lo chieda. 
Per chi volesse seguirci
pagina Facebook: Cubiar Arignano Biblioteca e Cultura 
una e-mail: cubiar@libero.it 
Come tutte le associazioni che si rispettino, anche noi abbiamo un consiglio direttivo formato da: Anna Maria Pozzo presidente, Anna Maria Beccaria tesoriera e Vittoria Zucca segretaria.

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Contatti

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    Letture

    Ogni mese un libro consigliato da noi: autori piemontesi, storie piemontesi e tanto altro. Seguiteci anche su Facebook: Cubiar Arignano Biblioteca e Cultura

    IL TRE PALETTI

    di Luigi Gramegna

    Siamo nel periodo della dominazione napoleonica in Piemonte e Napoleone Buonaparte vuole conquistare la Russia. La prima campagna di Russia sarà davvero molto dura e tragica per i soldati piemontesi. Molti giovani lo seguito e gli offrono il loro coraggio, nonostante la gioventù sia ormai decimata da anni di guerre in tutta Europa

    Questo romanzo storico, pubblicato per la prima volta nel 1812, narra la storia del 111° Reggimento chiamato “I Tre Paletti” perché quel numero, il 111, sembra essere formato da tre paletti di legno o tre picchetti. Grazie alle lettere dei soldati al fronte russo, i torinesi vengono a conoscere cosca accade nella lontana Russia, hanno notizie della battaglia di Borodino, della presa di Mosca e del suo incendio, della disastrosa ritirata, della fame e del terribile gelo che falcidiano le truppe, e del terribile massacro della Beresina. Molti saranno quelli che non torneranno più a casa. Il caffè Catlin-a è il centro di raccolta di informazioni di vita quotidiana, di pettegolezzi ma anche di notizie dal fronte perché Meo, figlio di Catlin-a, sta combattendo in Russia.

    Una curiosità: nel libro è citato il conte Costa di Trinità.


    LUIGI GRAMEGNA (1843-1928), definito il Dumas subalpino, è uno scrittore noto soprattutto per i suoi romanzi storici sul Piemonte. Primo di quattro figli, a quindici anni inizia la carriera militare dalla quale si dimette dopo aver raggiunto il grado di colonnello. Si sposa con Giovanna Guerci, nipote del generale Colli. Scopre di avere la passione per la scrittura e nel 1894 pubblica il suo primo libro. A partire dal 1906 inizia a scrivere il primo dei 18 romanzi storico-avventurosi sulla storia Piemonte nel periodo compreso tra il XV secolo e l’Unità d’Italia. Luigi Einaudi ha sostenuto l’utilità di far leggere agli studenti i romanzi di Luigi Gramegna, poiché attraverso la sua narrativa è possibile conoscere la storia del Regno di Sardegna.

    IL CODICE GIANDUIOTTO

    di Bruno Gambarotta

    L’autore ringrazia “… don Brown per avermi generosamente offerto il canovaccio per questo romanzo e per aver dimostrato che non c’è limite per chi le spara più grosse …”. Questo romanzo è una divertente parodia del Codice da Vinci di Dan Brown (cercate il personaggio di Trigliaverde …).

    La Confraternita del Gianduiotto e la Confraternita delle Merendine sono ai ferri corti. Gerard Pernigot ed il maestro cioccolataio Gerard Doyen faranno di tutto affinchè le merendine non abbiano il sopravvento sul Giandiutto Ierogamico. Soprattutto in seguito alla morte del Gran Maestro Alessandro Luserna di Rorà che, con un gianduiotto, scrive in punto di morte un misterioso messaggio.

    La dottoressa Simona Papadopoulos, per gli amici Simopapa, aiuterà il protagonista a risolvere l’enigma … con tanto di lieto fine.


    BRUNO GAMBAROTTA, astigiano, collaboratore de L’Unità, La Stampa, La Repubblica e Comix, ha lavorato per tanti anni alla rai di Torino. Ha pubblicato romanzi di genere giallo-ironico-parodistico che hanno avuto un notevole successo di vendite e di critica. Il Codice Gianduiotto è uno di questi. Ha curato diverse edizioni del calendario in dialetto piemontese “La memòria del Temp”; ha scritto e recitato per il teatro cabaret, il teatro in piemontese e in lingua italiana.

    ROSA DEMONIO

    di Piero Soria

    Si sa che Torino è conosciuta più come città magica ed esoterica che come prima capitale d’Italia, centro della magia nera con Lione e San Francisco ma anche della magia bianca con Praga e Londra. Per non parlare della Sindone e misteriosi personaggi come Gustavo Rol. 

    È in questo contesto che si sviluppa questo romanzo giallo. L’esorcista scomunicato don Luigi Andrà è trovato morto sulle rive del Po, vicino alla chiesa della Gran Madre di Dio. Con la sua amante Rosa Barbero, mai diventata suora e conosciuta come Rosa Demonio, gestisce un sito satanico frequentato per personaggi inquietanti. Il commissario Lupo deve indagare sull’omicidio di don Andrà con l’aiuto di monsignor Saluzzo e tenendo d’occhio tre preti ciechi che vivono nella Piccola Casa dell’Esaurimento Celeste diretta dalla psichiatra brasiliana Madre Oleandra.


    PIERO SORIA, nato a Torino nel 1944, è giornalista, scrittore, sceneggiatore e collaboratore de La Stampa. Diventa famoso nel 1989 con il romanzo Colpo di Coda. Personaggio principale di diversi suoi romanzi è il commissario Lupo: La ragazza francese, A proposito di Ute, La procuratora, Cuore di Lupo, La donna cattiva, Torino Mon Amour. Ha firmato anche numerosi radioprogrammi per Rai Radio 2.

    LE MERAVIGLIE DEL DUEMILA

    di Emilio Salgari

    Quando sentiamo parlare di Salgari non possiamo non pensare ai de film di Sergio Sollima: Il Corsaro Nero & Sandokan. Tuttavia Salgari non è solo questo perché ha scritto decine e decine di romanzi. Pubblicato per la prima volta nel 1907 con lo pseudonimo di Guido Alfieri, successivamente è ampliato e pubblicato con il suo vero nome.

    Il romanzo racconta di due uomini che scoprono il principio attivo di una strana pianta esotica grazie al qualche fanno un viaggio nel tempo tra il 1903 ed il 2003 venendo a conoscenza di mondo e situazioni inimmaginabili: macchine e navi volanti, treni che viaggiano sottoterra e vanno velocissimi, scoperte scientifiche incredibili, città sottomarine. Anticipa la questione dell’inquinamento, del terrorismo e immagina anche l’invenzione della televisione. Il ritmo della vita cambia velocemente, le situazioni sono difficili da gestire e frenetiche che i due protagonisti finiscono al manicomio perché non sono più in grado di sopportare ed accettare ciò che vivono.


    EMILIO SALGARI nato a Verona nel 1862 e muore a Torino nel 1911. Autore prolifico è il precursore della fantascienza in Italia. Si sposa con Ida Peruzzi nel 1892 e dopo la nascita della primogenita si trasferisce in Piemonte dove ha un contratto con l’editore Speirani. Vive per breve tempo a Genova e poi torna a vivere a Torino, in corso Casale. Viaggia pochissimo ma è un divoratore di atlanti e dizionari con i quali inventa viaggi e personaggi. I contratti di lavoro lo obbligano a scrivere 3 libri all’anno e per mantenere il ritmo beve e fuma parecchio. Sranco e stressato, snobbato dai circoli letterari dell’epoca, la moglie ricoverata in manicomio, i suoi nervi non reggono. Si suicida il 25 aprile 1911.

    DETECTIVE PER MOBILITÀ. IL BRACCIO SINISTRO DELLA LEGGE

    di Guido Cosso

    In una Torino in attesa che inizino le olimpiadi invernali, Odoacre Gallo è un ex-operaio in mobilità e in attesa di pensione. Non avendo più un lavoro e avendo tanto tempo libero, cerca di arrotondare il sussidio della mobilità facendo l’investigatore privato, dopo aver frequentato il corso per diventare investigatore ufficiale. Il suo primo incarico è ritrovare una ragazza rumena scomparsa. Ben presto le indagini cambiano e si complicano perché un suo amico extracomunitario viene ucciso. Subito dopo un fotografo si trova implicato in un losco affare. L’arrivo a Torino di un giovane irlandese che cerca la sorella scomparsa fa intuire a Odoacre un collegamento con la scomparsa della ragazza rumena.

    Un romanzo particolare ma che a me è piaciuto e per chi conosce abbastanza bene la città di Torino, sarà in grado di riconoscere senza problemi i nomi delle vie e del corsi che l’autore descrive  in modo particolareggiato


    GUIDO COSSO, nato e sempre vissuto a Torino (1952-2019) Dopo la maturità scientifica, ha lavorato per quarant’anni presso la FIAT S.p.A. e adesso è pensionato. Oltre al piemontese, conosce bene l’inglese e il tedesco. Ha frequentato il corso di quest’ultima lingua presso il Deutsche Institut e ottenuto il relativo diploma. Qualche anno fa, per puro diletto e allo scopo di creare il personaggio di Odoacre Gallo, brillante detective sui generis operante tra Torino e dintorni, ha intrapreso lo studio della lingua portoghese. In passato, ha pubblicato “l’Occhio di Odino” con Edizioni Ananke e “Drei Fälle für Gustav Kirche” (in lingua tedesca) con Frieling & Partner GmbH, casa editrice berlinese.  Ci ha lasciati improvvisamente nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2019

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